COME QUELLA VOLTA A LECCO

Ultimamente mi è presa questa abitudine di fare il dito medio al mio cane, che si chiama Zero. Mi trovo bene, mi da riscontri positivi in termini di ilarità, quindi continuo, porto avanti la cosa. Ma mica sempre, soltanto quando io sono in casa che sto facendo cose e lui è fuori che guarda dentro, … Continua a leggere COME QUELLA VOLTA A LECCO

QUEL GIORNO, IN QUEL BAR, PER CASO.

Non mi è ancora chiaro perché la giovane barista abbia caricato il gruppo doppio, per un caffè singolo, il mio.  Persuaso dal detto che “nulla accade per caso”, rimango in perplessa visione dell’accadimento in corso. Due beccucci erogano caffè, uno confluisce nella mia tazza, l’altro sostanzialmente cade nel vuoto della griglia, disperdendosi mestamente altrove.  Ed … Continua a leggere QUEL GIORNO, IN QUEL BAR, PER CASO.

COME QUANDO FUORI PIOVEVA

Sono stati mesi silenti questi ultimi, i miei. E ragioni ce ne sono parecchie, peraltro tutte molto poco interessanti, per voi. Per me invece hanno un peso specifico notevole. Mi sento bene? L'unica cosa che sento bene sono i pensieri. E i pensieri miei, ora, sono qualcosa di intricato, più ancora di auricolari mal riposti … Continua a leggere COME QUANDO FUORI PIOVEVA

QUANDO C’ERA LUI…

Un ingombro notato dall’inserviente, colei che in corsia è addetta alle pulizie e alla consegna dei vassoi dei pasti, una bidella delle corsie ospedaliere. Persona di estrazione sociale umile, che non è un male, tocca ricordarlo in questa epoca neo globale in cui bisogna per forza essere qualcuno con una mansione ben posizionata o in … Continua a leggere QUANDO C’ERA LUI…

… E ANCORA TU NON CREDI AL DESTINO?

Dopo un periodo recente in cui ero solito aggiungere 5 euro al prezzo del giornale o del caffè per tentare la fortuna con un gratta e vinci, senza esiti positivi, mi sono reso conto che continuando ad aggiungere cinque monete uniche europee - a lungo termine - la “fortuna” la perderò. Che pensandoci bene è … Continua a leggere … E ANCORA TU NON CREDI AL DESTINO?

INELUTTABILE CAOS

Era da poco passata la mezzanotte. Giusto il tempo di stappare un Ferrari per brindare all'arrivo del nuovo anno (o come la vedo io - nostalgico - ringraziare il vecchio che se ne va), stringersi in un abbraccio per augurarsi l'un l'altro felicità, ammirando dal giardino della casa posta in cima a una delle morbide … Continua a leggere INELUTTABILE CAOS

DIECI GIORNI DI NETFLIX

Era un tiepido lunedi d'ottobre, era l'anno 2020, il bisestile pandemico anno che ha portato alla ribalta termini desueti, quasi dimenticati, tipo 'congiunti', inutili nella vita di tutti i giorni; ma la vita di tutti i giorni, quell'anno, era cambiata. Era un tiepido lunedì di ottobre - dicevo. Abitavo in una cascina poco fuori milano, … Continua a leggere DIECI GIORNI DI NETFLIX

PILLOLE METROPOLITANE

Solito treno, solito ritardino, non eccessivo ma perfetto per farmi sfuggire di un niente la successiva coincidenza. Talmente al limite da indurmi a credere di potercela fare e servirmi così dell'ormai collaudata modalità "passo meneghino" un genere di passo svelto, frenetico, ben lontano dalla mia natura che invece è notoriamente lenta e svagata. Col risultato … Continua a leggere PILLOLE METROPOLITANE

CRYING @ THE (Masnago) DISCOTEQUE

“Ma stai piangendo?” - mi ha chiesto, interrogativa, la mia ragazza. “Non essere ridicola” - le avrei voluto rispondere, mostrandomi ai suoi occhi rassicurante e maschio come Jason Statham. Ma siccome io e J.S. in comune abbiamo soltanto la calvizie, l'ho abbracciata e nascondendo il mio volto lacrimoso tra i suoi capelli, le ho risposto … Continua a leggere CRYING @ THE (Masnago) DISCOTEQUE

VISIONI METROPOLITANE

Una bottiglia di cedrata da 1,5 litri, marchiata Auchan tra le mani. Immerso nei miei pensieri tutt’altro che interessanti sposto lo sguardo dalla bottiglia verso l’alto e incrocio il suo sguardo.. La metropolitana è un posto a tratti interessante, a tratti insignificante.. e mai banale. È un ascensore orizzontale. È un corridoio dal quale ogni … Continua a leggere VISIONI METROPOLITANE