L’IMPORTANZA DELLO ZERO

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Ho staccato. Si dice no? Quando stacchi la spina dai tuoi impegni, dai tuoi pensieri, dalla routine che governa i tuoi ordinari giorni. Ecco, ho staccato. Cinque giorni assieme agli amici per il tradizionale capodanno condiviso. Quando stacchi poi succedono cose belle, tipo non sai che giorno sia, che ore siano.. e non ti interessa saperlo. Zero impegni, no scadenze, annientato lo stress. La vita assume una forma più essenziale, dove si risponde a bisogni istintivi… Puoi farti la pasta alle 16.35 o alle 4 di mattina e va bene, al diavolo gli schemi mentali.. fa bene a corpo e mente. Si stava bene in quello stato, cullati da Mozart in sottofondo, partite a carte, a scacchi, playstation con uno che avverte testualmente: “A VirtuaTennis sono un fenomeno, datemi un joypad e vi ammazzo” e poi soccombe testualmente: “6-0, 6-1” contro un Murray qualsiasi. Questa è vita. Sono questi i momenti che andiamo cercando.

Mi è chiaro, fottutamente chiaro, che vivere così può funzionare solo per un ristretto arco di tempo e non voglio infilarmi in quei discorsi stile ‘Peace and Love’ che raccontano l’utopia di un mondo bello in cui tutti bevono fumano e si vogliono bene.

A quello ho smesso di crederci poco prima di scoprire che Babbo Natale non esiste.

Però è in quei momenti lì, che ti domandi se il mondo in cui viviamo non sia un tantino esagerato, una continua corsa ad una fantomatica ricchezza, nel cui nome si fanno cose che cozzano coi valori più reconditi in noi.. L’essere umano vuole avere cose, le desidera, le ottiene, è felice ma se ne dimentica subito perchè ciò che è acquisito diventa parte del tutto.. un nuovo punto di origine. Persone che hanno tanto, ma non danno a quel tanto ottenuto la giusta importanza, forse neanche se ne accorgono di possedere tante fortune.

“Le cose che possiedi alla fine ti possiedono” diceva Brad Pitt in ”Fight Club”. Cazzo che bella frase. E che bel film. E che bell’uomo Brad Pitt. Sono etero, ma va detto. Bello.

E’ un discorso un tantino impegnativo, non mi sento in grado di espanderlo ulteriormente e poi ero partito con l’idea di parlare d’altro. Lo chiudo sbrigativamente dicendo una cosa a cui credo molto e che in formato aforisma suona più o meno cosi:

“Benvenga l’ambizione, ma solo se preceduta da coscienza e soddisfazione per quel che si è ottenuto.” Ecco.

Il vero fulcro del pezzo voleva essere ben altro, una cosa più futile, ma mica stupida. O forse una cosa stupida ma non poi così futile, scegliete voi.

Parlando con due miei amici, uno dei quali è il ‘Murray qualsiasi‘ (vittorioso testualmente 6-0, 6-1) e l’altro è un blogger più in gamba di me (è lui, http://www.smettoquandovoglio.com) saltò fuori una riflessione riguardo all’anno bisestile e al poco appeal del 29 febbraio come giorno prescelto. Ora, se volete rivoltatevi pure amici nati il 29 febbraio, difendete il vostro giorno di nascita a spada tratta. Fatelo pure, ma sappiate due cose: primo, che non mi intimorite per niente.. e secondo che per me siete nati l’1 marzo. Chiarito questo, aggiungo un punto terzo. Terzo, smettetela di fare i simpatici e dire che siete più giovani perchè compìte gli anni ogni quattro anni, ho smesso di trovarla una battuta simpatica poco prima di smettere di credere al mondobello-fumo-alcol-volersituttibene.

Ecco allora che i ragionamenti di tre brillanti menti come le nostre, si spostavano su papabili sostituti del raro giorno febbraino, si è passati alla simpatica ipotesi del 32 luglio, che a me non spiaceva, anche perchè andrebbe ad aggiungere un giorno in più all’estate, che è sempre meglio di aggiungere un giorno in più al freddo febbraio..

L’attenzione si è soffermata poi sul doppio ferragosto, che se ci pensi è figo. Un lungo ferragosto di 48ore! Ma sai che grigliate!?!

Ma il culmine, il vero colpo di genio è stato pensare allo Zero Gennaio. Ora non giungete a conclusioni affrettate, lo percepisco che state pensando “Ma che cazzata..” e i più snob ad espressioni in slang del tipo “Ma ce la fai??..”. Ragazzi, lo Zero Gennaio!!! Ogni 4 anni, un countdown che termina in una proiezione dello scoccare della mezzanotte lunga 24 cazzo di ore! Un giorno fantasma che ogni quadriennio si trasforma in una festa pazzesca!

Sabato 31 Dicembre, Zero Gennaio, Domenica 1 Gennaio. Tac! Ma solo a me pare un colpo di genio? Se c’è da aggiungere un giorno, che lo si faccia bene, con una festa e non con un giorno lavorativo in più di cui nessuno sente il bisogno.

Voglio un giorno in più in cui… non sai che giorno sia, che ore siano.. e non ti interessa saperlo.. in cui puoi farti la pasta alle 16.35 o alle 4 di mattina e va bene e al diavolo gli schemi mentali. Un giorno in più lontano da un mondo che corre, che scorre, impazzito, pieno di cose, vuoto di contenuti. Un mondo senza 29 febbraio. Un mondo con lo Zero Gennaio.

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