GRIGIE PERPLESSITÀ

Stamattina mi sono svegliato ed ero perplesso. Ed è inevitabile quando la sera vai a letto perplesso. Inoltre l’apprezzatissimo orologio SparaOrarioSulSoffitto per qualche ragione non sparava orario sul soffitto, la qual cosa ha aggiunto dell’altra perplessità, rendendomi così perplessissimo.
Pochi istanti di rimessa a fuoco dei pensieri ed eccomi di nuovo in verticale: pipì denti faccia vestirsi e al bar. Avere il giorno completamente libero è una bella sensazione se sei sereno. Ma stamane non ero sereno, ero perplesso appunto.
Provo a spiegare meglio lo stato d’animo. Tipo un frullato di delusione-stupore-incazzatura. Alcuni esempi:
– Schiaffo inaspettato preso da un genitore 
– Nota sul registro per futili motivi
– Cacciato a far la doccia senza spiegazioni
– Multa salatissima per piccola infrazione
– Finire in nomination per mano di un tuo amico
Questioni per cui scatta l’esame di coscienza, che nel mio caso prevede iniziale Vaffanculo di massima verso l’istituzione, per poi convergere in valutazione il più imparziale possibile delle mie effettive responsabilità per l’accaduto, per poi sfociare in infinite rimuginazioni che tendono a creare una posizione finale ufficiale riguardo all’accaduto.
Ecco, questa fase finale è ancora piuttosto lontana, i lavori si stanno protraendo nel mio cranio dall’intera giornata.
E nel tornare a casa, avvolto in questi grigi pensieri, in un grigio e freddo giorno di gennaio, un signore dai grigi capelli è uscito spedito da una oscura sala slot spalancando la porta che dava sul grigio marciapiede in cui io grigiamente passeggiavo, tagliandomi di netto la strada e non urtandomi per pochi centimetri grazie soltanto alla mia rinomata abilità di frenatore. Fosse stato per lui ci saremmo grigiamente scontrati. L’ho guardato allontanarsi verso la sua grigia vettura parcheggiata in sosta vietata.
Nervoso. Alle 11. Lunedì. Appena uscito da una sala slot. Quello si che è un ebete – ho pensato, perplessissimo. E immotivatamente ho sorriso.

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