COSE DI PENSIERI DI COSE ATTUALI

La difficoltà di rispondere a chi non vedi da mesi e ti chiede cosa hai da raccontare di nuovo. Che io ci penso e non lo so mica da dove partire, che imprese particolari non ne ho fatte, giornate di spicco non mi sembra, svolte epocali neppure. Nel rapido consulto degli highlights delle ultime settimane, ne vedo solo un grafico piuttosto piatto, una costante linea orizzontale stabilmente al di sopra della soglia di accettabilità. Quindi bene, direi. E così rispondo; “Tutto bene, direi”.
Che quando la domanda è troppo ampia si fa fatica a mettere a fuoco. Si parte sempre con una risposta sommaria per prendere tempo in attesa di spostarsi nei particolari. Ma dare quel tipo di risposta a me mi lascia insoddisfatto (A me mi, esatto. Si dice). Mi sembra una risposta deludente, data a una persona che son contento di rivedere e alla quale vorrei dimostrare l’entusiasmo che ho. Quindi lo scarno “Tutto bene, direi” è un po pochino. Resto vaghissimo insomma, e me ne cruccio.  Un po come all’ingresso di Abercrombie che i Fighi e le Fighe all’ingresso ti accolgono con “Ehi What’s going on?” che io la prima volta mi son messo li col mio inglese avventurato a cercare di dare risposte tipo “It’s okay and you?” accorgendomi che la loro parte finiva con la domanda e che la mia risposta interessata non era necessaria. Nè interessante. E anche lì, in modo diverso ma ci rimanevo male. Ma che ci azzecca sta cosa di Abercrombie? Non lo so, ma la lascio. Non butto via niente, come un accumulatore seriale. Non so se l’avete visto quel programma in cui un team di esperti va a casa di gente che ha questa presunta malattia di non riuscire a separarsi dagli oggetti e arriva a riempire totalmente la propria abitazione. Nessuno spazio vitale, ammasso di cose che rende inagibile ogni ambiente della casa. Che quei programmi poi drammatizzano e ne fanno dei casi umani, quando per me basterebbero due mani tra guance e orecchie e scuotere fortissimo la persona urlandole SVEGLIAAAAAAA. Ma gli esperti sono loro.
E niente. Ora mi guardo House of Cards. Bello House of Cards.

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5 risposte a "COSE DI PENSIERI DI COSE ATTUALI"

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  1. Mi mette sempre in difficoltà la domanda “che racconti?”, avrei voglia di svicolare, rispondo sempre “solite cose” ma cosa siano in realtà queste solite cose non lo so manco io e non credo il mio interlocutore abbia idea di quali siano le mie solite cose.

    Ma il più delle volte mi rendo conto che è come la domanda di Abercrombie che, come giustamente sottolinei, è fine a sé stessa, non è funzionale al conoscere come realmente ti stiano andando le cose.

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  2. Bravo.. Forse è proprio questo il punto: il più delle volte chi fa quella domanda così ampia, non ha pretese di risposta, si accontenta del tuo “solite cose” o del mio “Tutto bene, direi”.. Quanta gente di Abercrombie che c’è in giro. Mi impegnerò a evitare quelle domande lì con gente a cui tengo. Però è anche vero che è difficile chiedere subito qualcosa di specifico senza il cappello introduttivo del ‘che racconti?’.. Mmm.. La verità è che il piglio fa la differenza. Già..

    E tu .. che racconti Gintoki? Immagino solite cose.

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  3. Bravo Topper! Hai centrato un`altro snodo fondamentale dei rapporti interpersonali…tra amici ma anche tra noi e le persone che magari non annoveriamo nella cerchia degli amici più`stretti o delle persone a noi più`vicine, parenti, vicini di casadaunavita excompagnidiscuola ecc.ecc.
    Secondo me chi ti e`più`vicino e magari ti conosce più`in profondità` lo chiede per sapere seriamente come ti vanno le cose, e magari e`anche disposto a sorbirsi un pippone su argomento del momento a scelta….chi ti e`vicino in modo superficiale te lo dice per stimolare una chiacchierata “leggera”ma possibilmente senza pippone. (la cosa naturalmente può`essere reciproca..)
    A questo punto si potrebbe aprire una discussione articolata sul tema: ma io sono un tipo da pippone (dialettico) o sono solo uno cui piace sviscerare gli argomenti per puro piacere dialettico?

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  4. E che comunque io c’ho sempre paura di quella deriva ossessiva, e allora butto via un sacco di roba, forse troppa. Forse esagero, soprattutto quando non è mia.

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