SCEGLIERE, ISTRUZIONI PER L’USO

dubbio-scimmia

Ci sono accadimenti in questo periodo qui che vanno a interferire col mio quieto vivere, che forse molti di voi non lo sanno, ma io possiedo un quieto vivere.

E non mi riferisco al mio improvviso passaggio a Vodafone, che ha stupito anche me, azione che si è guardacaso rivelata ricca di contrattempi – che vi risparmierò – e che si è conclusa bene ma solo dopo 48 estenuanti ore di improperi..
Un passaggio che con un decino di euri mi assicura una migliaiata di minuti e sms e qualche gigabyte per le mie navigazioni nelle acque del web.
Minchia bene.
Per sempre dicono.
Minchia molto bene.
E al mio amico Simon poi invece hanno detto solo per un anno.
Toh, c’è della confusione.
Guardacaso.
Va beh, chissenefotte. Facciano quel che devono. Non a questo mi riferisco, dicevo. Ciò a cui mi rivolgo riguarda considerazioni che hanno a che fare con le scelte.

Parlando in generale, ci sono persone che occupano posti di rilievo che devono prendere decisioni, fare delle scelte.

Ci sono scelte non facili: cinque secondi all’esplosione della bomba, tagliare il filo rosso o quello blu? Boh tagliane uno a caso e in bocca al lupo amico. Fai te.

Ed altre (e qui entro nel campo che ha turbato il quieto vivere) in cui puoi decidere le sorti di una azienda, in cui è bene valutare i dati che hai in mano prima di scegliere. Quello che non devi assolutamente fare, secondo me – diavolo cane – è agire da solo come hai fatto, e al cospetto del tuo intero team in disaccordo, intestardirti e poi dire frasi fataliste tipo “il tempo ci dirà se abbiamo fatto bene”. No dannazione e ora intendo spiegare il perché.

Quello che vado sostenendo è che una scelta sia da valutare nell’istante in cui la si prende. I risultati una volta accaduti son buoni tutti di vederli e mettersi a discutere su cosa c’era da cambiare. Discorsi di cui i bar sono pieni.

Ora la scelta che hai fatto è oggettivamente la più sbagliata. La bilancia pendeva da una parte e tu hai ignorato l’evidenza facendo di testa tua. Puoi, sei il capo. E infatti lo hai fatto.

Poi ci sono casi particolari, ma appunto sono casi eccezionali.
Può cioè accadere che ci siano scelte giuste che non portano buoni risultati perché nel frattempo cambiano parametri (la borsa crolla, il terremoto, alluvioni..) ma la scelta deve rimanere considerata giusta. Perché aveva una sua logica che agenti esterni e imprevedibili hanno rovinato.
O ancora, ci sono scelte sbagliate che ottengono buoni risultati, ma solo per colpi di fortuna.. e per questo devono rimanere considerate scelte sbagliate. Finite bene. Ma sbagliate.

Estremizzando. Se io vado al casinò e alla roulette metto tutti i miei averi su un numero X, sto facendo una scelta sbagliata, perché ho una possibilità su trentasette di vincere, un azzardo che mi vede partire totalmente svantaggiato. Liberissimo di farlo, ma è la peggior strategia possibile. E se per caso dovesse uscire il numero X, sarà solo stato un enorme colpo di culo, una scelta sbagliata andata bene, per grazia di Dio. Da non replicare. Da non prendere come esempio. E non “una scelta giusta, in quanto ho vinto“.

Ed è per questo che io parlo adesso e non dopo. Al di là di come andrà, questa è stata una scelta sbagliata. E la lettera del tuo legale in viaggio verso la mia cassetta delle lettere, è solo una conferma di quanto tu non l’abbia ancora capito.

E poi sono passato a Vodafone. L’ho già detto.

 

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