RISOLVERE PROBLEMI SENZA IL SIGNOR WOLF

il signor wolf

Il buio che giunge presto in questa stagione spinge dopo allenamento a prendersi del relax in casa magari con un tè caldo accompagnato da quei due/tre etti di biscotti digestive, che col tè vanno a nozze. La casa è parecchio incasinata, saranno due settimane che lascio cose in giro con la promessa di far pulizia per bene tutto in una volta. Sempre gli stessi errori.

Sul balcone – che io alla differenziata ci tengo – groooossi sacchi della spazzatura zeppi di plastica, cesta della carta e secchio del vetro, tutto pieno in attesa dello sgombero che qui passano porta a porta, ma io mi dimentico di portar giù le cose. In soggiorno ho anche uno stendino colmo di cose asciutte da giorni. Nel misto fame/abbiocco delle 17.30 di un post allenamento di inizio settimana, in un barlume di dignità decido di dedicare alcuni minuti del mio tempo al ritiro dei panni stesi.

Mentre sto piegando una felpa estremamente asciutta, la mia attenzione è catturata da un elemento di disturbo sul muro sopra la finestra. Oh cazzo, ferma tutto. La mia bocca ha pronunciato un inatteso “Eh la madonna, che robe”. Un ragno, il più fottutamente grosso ragno che io abbia mai visto in un ambiente domestico era li, fieramente adagiato in quei venti cm di muro verticali tra il soffitto e la finestra, leggermente dietro alla tenda. Io non sono come il mio amico Tosco, che saluto, che ama i ragni. Io provo ribrezzo per i ragni, perdo totalmente la mia virilità al cospetto di insettacci (o aracnidacci).

Ma poi un coso grosso, credetemi, non parlo dei ragnetti con le zampette sottili e lunghe, parlo di una piccola simil tarantola, quei ragni fatti bene, da tatuaggio diciamo. Deve essersi intrufolato in quei dieci minuti d’aria che avevo concesso alla casa il mattino, quel furfante, pensando forse di trovare un bell’angolo dove stendere la sua bella ragnatela per catturare le sue prede in transito. Tipi bizzarri i ragni.

A quel punto non c’era tempo da perdere. Non ci si può permettere di esitare, di rimandare, mi è subito stato chiaro che bisognava agire e farlo in fretta.

Si perché come già discusso con l’amico Maghelli, che saluto, la storia dell’uomo è piena di tentativi approssimativi finiti male a causa della pretesa umana di imbrigliare le bestiacce evitando di sporcare il muro. Col ragno che poi servendosi di misteriose abilità, si volatilizza in tempi prossimi allo zero. Fanculo il muro. Non potrei più godermi un film sul divano se fallissi l’assassinio, resterei costantemente vigile e privo della serenità che mi occorre per vivere degnamente la mia vita casalinga. L’assassinio è condizione prioritaria, necessaria e imprescindibile.

Pelle d’oca, senso di ribrezzo, salivazione accelerata.

Mi volto e vedo la pantofola, può bastare, ma io non cerco la sufficienza, cerco l’eccellenza, la matematica certezza di vincere. Per spegnere una candela basta soffiare, certo, ma una secchiata d’acqua toglie ogni dubbio. Prendo la scarpa più a pianta larga che possiedo, una nike da skaters. Non devo sbagliare. Non posso sbagliare. Piazzo la sedia, salgo, scosto la tenda lui è lì fermo. Sono più teso delle storie di Elio, procedo con la scarpata sul muro, ma all’ultimo esito.. lo schiaccio solo un po’, perdo l’equilibrio, mi aggrappo alla tenda quasi strappandola, scendo goffamente dalla sedia ma senza mai perderlo di vista, perché è così che si deve fare. Lo vedo tramortito sullo stipite orizzontale in cima alla finestra, scatto a prendere lo scottex, lo agguanto e lo conduco al wc, sempre tenendolo d’occhio temendo un qualche tipo di contrattacco, che non avverrà.

È durato tutto pochi secondi, ma l’intensità di certi momenti non si misura col tempo.

Lo scorrere dell’acqua dello sciacquone ha il suono del triplice fischio. È finita. Andiamo a Berlino.

 

Ammazzaragni

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