AISHA

L’argomento del momento è lei, Silvia Romano, capace di oscurare per un attimo sta cosa del virus coronato, incoronato forse dai cinesi in laboratorio, o forse nei raccapriccianti mercati di animali che la (pur rispettabile) cultura asiatica annovera tra le sue principali cazzate, le quali – in nome della tradizione – ogni qualche annetto fanno partire un virus potenzialmente letale per l’umanità.
Un miliardo di persone con pessime abitudini: eccellente. Avanti così.

Silvia Romano, dicevamo. Un tipico caso italiano il suo, pronto ad essere strumentalizzato dal governo, dalle opposizioni, dai cittadini… e persino dai terroristi, che oggi leggo dichiarare, tramite tale Ali Dehere, che nella vita fa il portavoce di Al Shabaab, noto gruppo terroristico, che “Si è convertita perchè ha visto un mondo migliore pregando maometto e leggendo il corano“. E poi ha escluso che possa trattarsi di sindrome di Stoccolma. Ali Dehere lo esclude. Anche medico/psicologo oltre che portavoce, il signor Ali.
Direi bene, no? Terroristi, rapitori, malviventi che ci fanno la morale, tramite un portavoceMedicoPsicologo.
Non posso non farmi domande su Ali Dehere; avrà un contratto a tempo indeterminato?  Gli verseranno i contributi? A quanti anni si va in pensione da quelle parti? Che poi a ben pensarci vista la governance, sarà ostaggio di un tempo determinato.

Sono tre le categorie coinvolte in questa storia che urtano e imbarazzano.
1. I titolisti-giornalisti 2. Gli Haters 3. I Buonisti.

I titolisti non sono i giornalisti che scrivono il pezzo, essi si occupano solo di esporre la merce in vetrina per accattivare il cliente e farlo entrare nel negozio. In parte li posso giustificare perchè fanno il loro mestiere, e il loro mestiere è sintetizzare. Però c’è un però. Ed è che delle 4-5 ore di colloquio coi carabinieri hanno fatto sembrare (loro e la stampa tutta) che la nostra Silvia sia arrivata e abbia detto: “Ehi raga, è stata lunghetta, però figata, mi han trattata strabene, pensione completa, mi sono convertita, ora mi vesto a cazzo come loro e ho cambiato nome, alla faccia di tutti voi cristiani che credete nel Dio sbagliato.. Ora fatemi mangiare una pizza, un bella dormita, poi vi spiego la vita. Ps. No Tav e no Tap

Gli Haters, odiatori ai quali chiedere di approfondire un argomento significa più o meno comunicargli che la loro madre intrattiene rapporti occasionali con chicchessia. Non vedono l’ora di prendere quella sintesi e rigirarla sui propri spazi social, urlando a squarciagola il proprio indignamento (che significa scrivere tutto in STAMPATELLO !!! e mettere tanti punti esclamativi). Insulti di ogni tipo, a lei, al governo, alla famiglia, addirittura minacce. Senza sapere assolutamente nulla, per loro Silvia è “… una Zoccola andata là perchè non aveva voglia di lavorare, in quei postacci dove è normale che ti rapiscono e poi ti dobbiamo riportare a casa a suon di milioni di euro pagati da noi (GOVERNO LADRO!!!!) per il tuo capriccio di salvare il mondo.. e ora addirittura sei passata dalla loro parte, la parte dei kamikaze, ma stai a casa, baldracca. VERGOGNA!!!!!!

I buonisti, che a tutti i costi vorrebbero ergerla ad Icona, eroina dei nostri tempi, in missione per il prossimo, che tiene alti i colori della nostra bandiera, un esempio di resilienza, che ce l’ha fatta, ha saputo resistere a condizioni di tortura insegnandoci la forza di potercela fare, l’esempio che serviva! Tra questi c’è anche l’istituzione governativa, presente ad accoglierla, a darle il bentornato come fosse un valoroso soldato di trincea che ha eluso ogni tentativo di cattura e ha riportato a casa La Gioconda. O la Corsica.

Dannati francesi.

E poi ci sono io. Che ho aspettato e mi sono informato prima di lasciarmi andare agli impulsi della pancia, che occupano tutte e tre le sopracitate categorie. Io che credo che Silvia non sia null’altro che una normalissima persona, che ha scelto una strada come un’altra, più nobile di tante altre.
E sostengo – in definitiva – che non fosse necessario creare tutto questo casotto mediatico, sarebbe bastato gioire per il suo rientro, dirsi l’un l’altro “… meno male che la storia di quella ragazza ha avuto un lieto finale..“. E lasciare lei tranquilla a vivere la sua ritrovata vita. Unica cosa che credo sia al centro dei suoi interessi.
Certo la comunicazione ha lasciato portoni spalancati agli haters, avrebbe giovato evitare di ostentare i suoi orientamenti religiosi e parlare bene dei suoi rapitori.. Come dice il mio amico Simon, “Avrebbero dovuto istruirla a rilasciare come prima dichiarazione qualcsa di molto simile aÈ stato un incubo, ora per fortuna è finito.. grazie alle istituzioni“. Avrebbero vinto tutti.
E invece.. e invece ora che ci penso è mancata una figura che poteva risolvere al meglio tutto questo.. È mancato un Ali Dehere italiano.

Ma ora fate come me per favore: Laishatela in pace.

 

 

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