IO, IL DISINFORMATICO

 

destroyPer motivi oscuri non funziona più la connessione a internet. C’è la rete, la potenza del segnale è buona.. e non va. Poi noto quella fastidiosissima icona sovrapposta alle tacche del segnale del wi-fi, il triangolino giallo col punto esclamativo, e mi sento nei guai.

Vado sopra col mouse – ‘nessun accesso a internet’ – dice. “E perché? “ – Chiedo io. Ma nessuno mi risponde da dentro quello schermo.

Se sei come me poi, che sai di informatica come mia nonna sa di Justin Bieber, sei fritto. Non ti resta che improvvisare qualcosa che hai visto fare una volta al tuo amico, quello capace di fare cose coi computer. Quindi vado timidamente di tasto destro, proprietà, accenno un doppio clic su un’icona che mi sembra influente nel panorama informatico internazionale delle icone.. non accade nulla. Allora sposto la mia attenzione sulle impostazioni avanzate, leggo cose per me arabo/slovene, spaventato annullo. Poi cheffai, un giro sul pannello di controllo non te lo fai? Me lo faccio si, che lì c’è tutto. Nessun risultato.

Ho esaurito la prima ondata di idee, quelle in cui sei ancora quieto e provi a ragionare. Quindi che faccio.. boh, vado a braccio.. senza particolare convinzione faccio partire un antivirus, ma quello è scaduto da tempo e comincia ad intimarmi di comprare la versione nuova tramite schermate intimidatorie che raccontano di un PC – il mio – a rischio infestazione virale, prospettandomi un sacco di guai in vista se non tiro fuori Euro Sessantanoveenovanta alla svelta. I soldi sembrano essere sempre in grado di sistemare tutto: balle. Anzi, infastidito addirittura disinstallo l’antivirus per evitare di ritrovarmi in futuro in questa sgradevole situazione. Non so se faccio bene, ma lo faccio.

Che confusione: un bendato nella nebbia, io.

Che poi ci penso e volevo solo andare 2 minuti sul sito della gazza a vedere le probabili formazioni per mettere giù la squadra del fantacalcio, che tra l’altro rischio di giocare in 10, dannazione.

Ma ormai sono dentro. Voglio venirne a capo, per poter dimostrare una volta per tutte a me stesso di potermi destreggiare nelle sabbie mobili dell’informatica, ma la verità è che non ho più la lucidità e pazienza dell’inizio. Sono in una nebbiosa battaglia che non avrei voluto combattere. In prima linea, esposto al nemico, munito di coltellino svizzero, quello che ha anche il cavatappi.

E ora che faccio? Stappo?

In un barlume di lucidità, Riavvio. Sembra una mossa giusta. A volte basta, non si sa il perché. A dirla tutta è una delle mie mosse preferite, bizzarro che non ci abbia pensato prima.

Lento a riavviarsi…

Passano i minuti, cresce il nervoso e mi sento vittima, alle prese con un coso che ha una coscienza e che sta facendo apposta ad intralciarmi il cammino. Nella mia crescente collera sento di subire un torto, e il nervoso mi rende voglioso di vendetta. Inizio a sentire crescere l’adrenalina e a sentirmi un grande, e lo sono.. se parliamo di idioti.

Riavviato, il problema rimane. Resta. Permane. Perdura. Persiste. Insiste. Resiste. 

Ora è guerra. Lo ha voluto lui; parto col raptus omicida, due pugni sulla tastiera, una shakerata allo schermo. Niente. Non reagisce il codardo. Provo un certo sollievo ad avergliene date quattro però. Sai che faccio ora? Faccio un Defrag. Ma si. O uno Scan Disk. Forse anche il Backup è da fare. Sono più fuoristrada di una Jeep Wrangler, ma ormai non posso più capirlo, immerso come sono nelle torbide acque fangose delle lagune/lacune del mio passato informatico.

Intanto che metto a lavorare a casaccio il sistema, vado sulla finestra della connessione zoppa e vedo il tastino che tutti vorrebbero vedere. E’ un po’ il distributore di Pepsi ghiacciata nel deserto. Sgrano gli occhi per vedere se è tutto vero e il tastino è ancora li, con la sua bella scritta: “Risoluzione Problemi”. Clicco.

-Rilevamento problemi connettività … attendere..

“Attendo. Ci mancherebbe. Risolva pure con calma”. Preso da un’isterica euforia, gli do anche del Lei.

E poi la mazzata finale, quella che in molti casi ha portato svariati utenti all’esasperazione, tipo scene di mazze da baseball spaccatrici di tutto.. la conclusione nel nulla di fatto.

-Rilevato un Problema: Il server DSN non risponde.

Grazie al cazzo, è il motivo per cui ho cliccato – penso – ma non lo dico. E non spacco niente. Non è più il momento delle sceneggiate. Mi ammansueto gettando la fantomatica spugna.

I give up.

Spengo il mio Acer, ma senza passare da Start, bensì tenendo forzatamente premuto il tasto On/Off, idealmente soffocandolo con un cuscino premuto in faccia, e lo faccio ripensando a un aforisma citatomi da un carissimo amico qualche giorno prima: “LA VITA E’ TROPPO BREVE PER RIMUOVERE IN MODO SICURO LA CHIAVETTA USB”

E concludo così:

E’ il momento di un Mac. E’ a prova di idioti, dicono.

 

*Nota* Pezzo restaurato, già pubblicato (ma meno bene) su Renzopianissimo.blogspot.com nel Settembre 2013, by Topper Harley.

PS. Nel frattempo ho davvero acquistato un Mac.. rimanendo tuttavia il disinformatico di sempre.

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